La signora Gisella

Io sono andato in montagna con la mia mamma e il mio papà e siamo stati in un posto con tante stanze e una cucina. All’ingresso di questa strana casa c’era la signora Gisella. Era seduta dietro un tavolo alto alto e lungo, tanto alto che si doveva alzare per parlare con le persone. Quando parlava al telefono no, allora poteva stare seduta.

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La signora Gisella ha i capelli corti e dei grandi occhiali colorati rosa. A me quelli occhiali piacevano tanto, avrei tanto voluto metterli in bocca e assaggiarli, ma non ci sono mai riuscito.
Mi salutava sempre tutte le volte che passavamo a trovarla con un grande sorriso. Anche io le ho fatto dei sorrisi, ma non sempre, perché sono un po’ timido. All’inizio soprattutto, con le persone che non conosco, non so bene come comportarmi: mi potrò fidare?

Però ho capito presto che della signora Gisella mi potevo fidare. Quando mi sono reso conto che stavamo partendo per tornare a casa, infatti, ho voluto salutarla anche io: mi sono fatto prendere in braccio e le ho dato un bel bacio sulla guancia. Ecco, forse l’ho sbavata anche un po’, la guancia della signora Gisella, però sono sicuro che non se l’è presa. Perché i baci dei bimbi sono sempre belli, vero?

Laura, la dottoressa

Ieri sono andato da Laura, la dottoressa dei bambini, con la mia mamma e il mio papà. A me non piacciono tanto i dottori che si mettono quelle strane camicie lunghe e bianche perché fanno le punture, ma Laura è una dottoressa speciale. Lei si mette i jeans e la maglietta.

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Quando siamo arrivati mi ha salutato con un sorriso, poi mi ha subito fatto mettere nudo e mi ha misurato dappertutto. Mi ha fatto sdraiare sopra un metro e mi ha tirato le gambe per capire fin dove arrivavo: settanta centimetri, dai capelli ai piedoni. Poi mi ha messo sulla bilancia, seduto: nove chili, più o meno. Io però non stavo fermo e la bilancia continuava a cambiare idea. Comunque, nove chili prima della cena.

Mi sono rivestito e si è messa a guardarmi dentro le orecchie e dentro la bocca: chissà cosa pensava di trovare, forse le tracce di quel biscotto che ho mangiato per merenda, di nascosto. Alla mia età non si dovrebbero mangiare i biscotti, ma io qualche volta un pezzetto riesco a farmelo dare…

Come ultima cosa, abbiamo fatto un gioco un po’ strano: mi hanno messo a guardare il muro e mi facevano degli strani rumori vicino alle orecchie, per vedere se ci sentivo. Ma certo che ci sento, a me non sfugge nulla!

E comunque, anche per questa volta, me la sono cavata!